l'Aikido

In breve Cos’è l’Aikido

L’Aikido è una forma moderna di arte marziale. Ma cos’è una forma moderna di arte marziale? E’ un’arte marziale che serve come metodo per rafforzare la nostra energia vitale e per consentirci di farne un uso quotidiano. Come usava ripetere il Maestro Ueshiba: “il vero Aikido si manifesta quando siamo in grado di farne uso quotidiano”


Approfondimento

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L’Aikido è una disciplina volta a sviluppare l’energia vitale del praticante attraverso l’esecuzione di raffinate tecniche di bloccaggi articolari, leve e proiezioni in evasione da prese al corpo o attacchi a mani nude o con le tradizionali armi bianche (ken, jo e tantoo: spada, bastone e pugnale) da parte di uno o più avversari.

Sviluppata dal Fondatore, O Sensei (il “Grande Maestro”) Morihei Ueshiba (1883–1969) quale moderna evoluzione e sintesi delle antiche arti marziali giapponesi, è giunta a noi grazie all’opera del M. Hiroshi Tada (1929), IX dan e allievo di O Sensei (qui entrambi in un’immagine del 1958), che nel 1964 l’ha introdotta in Italia, promuovendo la costituzione dell’Aikikai d’Italia, aderente alla I.A.F. (International Aikido Federation) ed ente morale dal 1978, di cui tuttora conserva il ruolo di caposcuola.

Nell’Aikido non esistono forme (kata), ma si applicano principi sottesi alle infine varianti delle tecniche fondamentali, essenzialmente riconducibili ai movimenti della spada, anticipate o accompagnate da atemi (colpi).

L’Aikido può, per propria natura, essere efficacemente praticato da tutti e fra tutti, dai sei anni sino a tarda età con eguale reciproca efficacia, senza distinzione alcuna di età, peso, altezza, forza fisica, sesso. Nella pratica dell’Aikido è infatti del tutto assente la componente della forza fisica: gli allievi e le allieve praticano fra loro senza alcuna differenziazione e le loro tecniche sono efficaci nella stessa misura.

Dalla pratica dell’Aikido si trae salute, stabilità emotiva, sensibilità ed incremento delle capacità personali. L’Aikido è una disciplina rivolta ad acquisire la padronanza di sé e non a cercare di prevalere su un avversario o un potenziale aggressore.


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M°. Moriteru Ueshiba


L’Aikido si pratica con un partner, del quale avere la massima cura: è infatti una disciplina altamente relazionale che favorisce forti legami di amicizia.  I praticanti creano insieme le tecniche e insieme cercano di arrivare alla loro esecuzione impeccabile ed efficace, con movimenti che consentono di utilizzare senza danno e in sicurezza un ritmo anche molto potente, con acquisizione della capacità di guidare e della disponibilità ad essere diretti, con crescita della tolleranza e della disponibilità verso l’altro in un singolare contesto di creatività e libertà espressiva interiore ed esteriore.

 

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M° Hiroshi Tada


Tada Sensei apre le proprie lezioni con le parole del ‘giuramento giornaliero’ del Maestro Nakamura Tempu con cui i praticanti si impegnano a vivere la propria giornata senza ira, paura, tristezza, ma con onestà, gentilezza, gioia, adempiendo ai propri doveri con forza, coraggio e la convinzione di vivere come una persona retta, senza mai smarrire la pace e l’amore, così allenando nella pratica quotidiana le tecniche dell’Aikido e, attraverso quelle, la propria crescita interiore.

La finalità dell’Aikido e la particolarità delle sue tecniche escludono quindi che i suoi praticanti possano competere tra loro in un combattimento sportivo. Infatti se le tecniche dell’Aikido fossero portate efficacemente contro un avversario in una competizione, quasi certamente ne deriverebbero seri danni fisici.

Per questo l’Aikido non è uno sport agonistico e non esistono gare di nessuna natura. L’Aikido è infatti disciplina in cui il praticante è chiamato al proprio personale miglioramento fisico e mentale e non a proporsi al gradimento di una giuria in contrapposizione con gli altri concorrenti nell’ambito di una competizione.

L’Aikido è pertanto efficace strumento per acquisire la capacità di risolvere pacificamente i conflitti, allontanando i suoi praticanti dall’ossessione del dover prevalere su qualcuno nell’ambito di un combattimento reale o di una competizione sportiva.

L’obiettivo della pratica dell’Aikido non è dunque quello di partecipare e primeggiare in via competitiva sugli altri praticanti, ma fare bene. Questo inevitabilmente sposta l’attenzione del praticante non su un ipotetico avversario ma su sé stesso. Quindi non è azzardato dire che praticando l’Aikido si entra in contatto con la propria sfera psicofisica. Non è un caso se a volte l’Aikido viene etichettato come “Meditazione in movimento”.

L’assenza di competizione dona grande serenità a tutti i praticanti, senza spirito di rivalità. Non ci sono gare da affrontare né record da battere, c’è solo la capacità del praticante di individuare un suo modo di interpretare le tecniche e le loro concatenazioni, acquisendo consapevolezza dei propri limiti e imparando giorno dopo giorno a superarli. Attraverso la pratica i bambini e i ragazzi si rinforzano con naturalezza, sfruttando a pieno la loro flessibilità, senza essere spinti e talvolta oppressi dalle esigenze di performance fisica imposti dagli sport agonistici.

In quanto disciplina relazionale, l’Aikido sviluppa una grande sensibilità verso l’altro. Si insegna a “sentire” l’altro, anche attraverso una comunicazione non verbale, ma emotiva. Questo rende l’Aikido estremamente adatto anche per quelle personalità che hanno difficoltà ad “aprirsi”.

Da un punto di vista strettamente fisico l’Aikido sviluppa tutte le capacità coordinative e condizionali (a seconda dell’età in cui viene praticato). Coordinazione, lateralità, equilibrio, destrezza, forza, mobilità articolare, tutte vengono allenate durante la pratica.

L’Aikido non è pericoloso. Sebbene le tecniche siano studiate per essere efficaci, vengono insegnate affinché si possa praticare in assoluta sicurezza. Il metodo di insegnamento è progressivo e rispetta soprattutto il grado di apprendimento dell’allievo. Non essendoci gare da sostenere l’allievo è libero e sollevato da scadenze e tempistiche. Ognuno ha un suo percorso in termini di tempo di apprendimento e viene rispettato dall’insegnante. Tutto questo rende la pratica sicura e serena.

Da un punto di vista psicologico, invece, è dimostrato che accresce l’autostima, la relazione con gli altri, la serenità, la capacità di gestire conflitti emotivi.  Conseguentemente, non rende affatto più violenti e non esalta certo il bullismo.

Al contrario, la pratica dell’Aikido – che come strumento di fortificazione psico-fisica si pone come fattore di riequilibrio relazionale – combatte il bullismo con rapidità ed efficacia sia sul fronte dei “bulli”, le cui pulsioni aggressive sono reindirizzate, sia sul fronte delle “vittime”, alla cui debolezza  iniziale viene sostituita una consapevolezza di sé e delle proprie qualità che costituisce un valido argine caratteriale idoneo a non farle “annusare” come facile bersaglio.